In pista con la Passat 2.0 TFSI

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In pista con la Passat 2.0 TFSI

Messaggio Da Pistone#21 il Ven Set 26, 2008 12:29 pm

La giornata cominciò presto quel 28 Ottobre 2007. Grazie ad un carissimo amico, neo possessore di una Volkswagen Touran, ebbi la possibilità di partecipare con lui alla 24 ore della casa tedesca, un'iniziativa promozionale che consentiva ai clienti di provare in pista (sì, proprio in pista!) il top gamma delle vetture della casa.

Alle 7:30 eravamo pronti per uscire ed eravamo eccitati come due bambini la mattina di Natale. Il mio sogno si stava per avverare: guidare nel tempio della velocità, sulla mia pista preferita, dove i piloti di epoche lontane e vicine si erano sfidati a suon di staccate e sorpassi.
Il fido navigatore satellitare era impostato, destinazione i cancelli di Monza. Arrivammo quasi tre ore dopo, complici il rifornimento di Metano (il mio amico ha davvero a cuore la salute del nostro pianeta, ma persino in città è difficile trovare un distributore aperto alle 8 della Domenica), il traffico immancabile sulla Torino-Milano e le follie del TomTom dentro Monza.

La paura di perdere il nostro turno di guida si attanagliava nei nosti cuori, inconsapevoli che il nostro giro al "luna-park" sarebbe cominciato alle 15...

Una volta trovata la via, ebbi quasi un mancamento. Le mie orecchie si riempirono subito di "musica", quel concerto che noi appassionati amiamo più di ogni altra cosa: motori su di giri, gomme sui cordoli, il fischio dei pneumatici... i miei occhi vennero poi pervasi da immagini celestiali, perchè nel parcheggio riservatoci c'era ogni ben di Dio: Golf R32 e GTI a profusione, qualche Porsche (tra cui un 911 GT3 che era la fine del mondo), qualche Audi S ed RS e un paio di BMW M3 a far da cornice al paradiso tutto teutonico.

Entrammo a piedi nel parcheggio di solito riservato ai Motorhome dei team di F1, ovvero alle spalle delle tribune che sovrastano i box e la pit-lane. Venimmo subito chiamati per un breve briefing tra "piloti" (le virgolette sono d'obbligo perchè tutto eravamo meno che colleghi di Raikkonen e compagni), dove ci spiegarano le regole base della guida, il comportamento in pista e le bandiere. Poi due docce fredde: le auto sono contate, quindi 3 persone più un istruttore per macchina e solo un giro a disposizione; divieto tassativo di salire sui cordoli: saranno anche auto con assetto sportivo, ma i cordoli non vanno d'accordo con il prezzo dei cerchi da 17" montati sulle vetture.

Finita la breve riunione, una scena di follia si presentò ai miei occhi: la gente cominciò a correre all'impazzata per le scale che conducevano ai box perchè ci era stato detto che su 10 vetture a disposizione, solo due erano Golf R32. Come si può facilmente intuire, erano le vetture più ambite visto il loro propulsore, un 3.200 cc da 250 cv e cambio DSG al volante.
Rimasi indietro in quella "corsa all'oro" e mi accontentai di una Passat 2.0 TFSI da 200 cv e cambio manuale ad H. La scelta non si rivelò la più fortunata, ma ringraziai la sorte per non avermi dato una Golf GTD, ovvero sia il Diesel a Monza (una bestemmia in chiesa, per fare un paragone religioso).

Il girò cominciò, ma dei tre fortunati in macchina, non fui il primo a partire. Questo mi avvantaggiò perchè ebbi il tempo di prendere le misure con la vettura, con la pista e di ascoltare i consigli dell'istruttore.
Quando venne il mio turno, stavo letteralmente tremando per tutta l'adrenalina che avevo in corpo. Mi faccio un autogol: sulla pit-lane spensi il motore in partenza perchè, abituato alla coppia della mia vettura a gasolio, detti poco gas. Poco importa, qui siamo in pista e il gas va dato a piene mani. Non mi feci pregare e una volta riaccesa, spensi la parte di cervello destinata alla razionalità e accesi quella della follia.

L'accelerazione fu pronta, con la frizione che staccò a quasi 4.000 giri. Prima, seconda, terza e quarta fino al limitatore, poi staccata per la prima variante. Piccola nota: rimasi letteralmente esterefatto dal manto stradale; la pista è liscia come uno specchio, non c'è un avvallamento, una buchetta, niente di niente. Ti puoi davvero, per la prima volta, concentrare solo sulla guida.
La prima variante è una curva difficile perchè sei tentato di entrare più forte di quanto dovresti (la pista è larghissima, quindi di spazio ce n'è in abbondanza), ma così facendo, come in tutte le chicane, non riusciresti a raccordare la seconda controcurva. Non feci questo errore, ma ne commisi un altro. Scalai in seconda e cercai la corda della prima parte a destra, poi preso dalla foga, accelerai per la seconda curva a sinistra, ma lo feci troppo presto (chissà, forse avevo in mente il cronomentro della Tag Heuer che si vedeva nelle grafiche dei GP di qualche anno fa...) e finii in sottosterzo. Dovetti chiudere il gas e far lavorare il controllo di trazione per tornare in traiettoria e lanciarmi verso la seconda variante.

Questa volta non ebbi il riguardo del primo guidatore e mantenni il gas inchiodato a tavoletta mentre snocciolavo la terza, la quarta e la quinta, quest'ultima però appena appoggiata. Sentire il motore andare su di giri fino a 6.000 e passa rpm è un'emozione da provare, soprattutto quando fino a quel règime la potenza non smette di spingerti forte.
Staccai sui 200 metri e scalai in terza. Entrai "tranquillo", ma uscii con decisione dalla esse, forse troppa, perchè finii con i pneumatici di sinistra sul cordolo in uscita: poco male, è basso e l'istruttore non disse nulla (mormorii dai sedili posteriori, ma ero troppo concentrato per rispondere).

Tirai il collo alla terza sperando di non dover mettere la quarta prima della staccata della Lesmo 1, ma dovetti arrendermi alla zona rossa: quarta appoggiata e poi di nuovo terza. Anche la Lesmo 1 è una curva da prendere con le pinze: cieca, lunga e con una propensione a portarti verso la sabbia (ripensandoci, insabbiare una vettura da 30.000 e passa Euro non sarebbe stata una buona idea). Ne uscii illeso, ma dovetti giocare con il gas come un neopatentato alle prese con una rotonda.
Breve accelerazione e poi di nuovo staccata per la Lesmo 2: questa volta la curva fu più facile da percorrere, mi bastò puntare alla corda e farla scivolare verso sinistra in uscita. Piccola nota: la massa ed i 3 volumi della vettura non la fanno proprio un'arma da track day, ma "a caval donato non si guarda in bocca" e con questo pensiero mi lanciai verso l'Ascari.

Ebbi il mio momento di gloria perchè, complice la "terza alta" in uscita dalla Lesmo 2 ed il lungo rettilineo, potei tirare persino la quinta ad un règime indecoroso per il motore e la lancetta del tachimetro segnò 200 km/h.
Frenata a 200 metri, forte, molto forte. Scalata repentina quinta-terza perchè la staccata abbassò troppo il numero di giri per passare anche per la quarta.
La curva più bella del circuito era lì davanti a me ed in testa mi ronzavano martellanti le parole di Ivan Capelli nell'immancabile giro dimostrativo pre-GP di Monza: "all'Ascari bisogna entrare forte, lasciar scorrere la vettura verso destra durante l'ingresso a sinistra e poi cucirsi al cordolo nella seconda parte senza cedere alla tentazione di aprire il gas: si finirebbe per non riuscire a raccordare la terza parte a sinistra, con conseguente disastro cronometrico". Grazie Ivan, il tuo consiglio fu provvidenziale.
Quasi in uscita dall'Ascari buttai con forza la quarta e tenni giù consapevole dello spazio illimitato in uscita dalla Variante.

Ero pronto per la parabolica, quando ricevetti l'ordine di rallentare per far riposare motore e freni. Niente Parabolica, niente rettilineo, niente sesta. Il motivo era semplice: mai lasciare nelle mani di uno sconosciuto una vettura lanciata a folle velocità sul rettilineo più bello del mondo, quando in fondo c'è una staccata da occhi strabuzzati e una scalata dalla sesta alla terza.
Ritorno mesto mesto verso i box quindi, dove mi fermai in stile pit-stop (manovra non richiesta peraltro...) con le mani tremanti ed una certezza: ci rivedremo Autodromo Internazionale di Monza.

Nota dell'autore: a tutt'oggi non sono sicuro che quella che guidavo era una 2.0 TFSI da 200 cv. Nel listino della casa non c'è, è presente solo una 2.0 FSI da 150 cv. L'istruttore disse che la vettura aveva 200 cv, ma certo è che non si sentivano molto. E' vero che a Monza ci vorrebbero 100 cv per ruota ed è anche vero che non è proprio un peso piuma la vettura, ma sta di fatto che il dubbio rimane.


Ultima modifica di Pistone#21 il Ven Ott 10, 2008 6:11 pm, modificato 4 volte

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Re: In pista con la Passat 2.0 TFSI

Messaggio Da alfista88 il Ven Set 26, 2008 5:53 pm

Guarda... solitamente quando devo leggere se sono più di 4 righe le salto... però questa volta l'ho letto tutto, e senza pentirmi assolutamente... Quanto vorrei esserci stato anche io (anche se molti limiti e solo un giro)...
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Re: In pista con la Passat 2.0 TFSI

Messaggio Da Pistone#21 il Ven Set 26, 2008 6:10 pm

Ti ringrazio. Effettivamente mi sono fatto prendere un pò la mano e le dita hanno cominciato a scrivere tutto quello che mi passava per la testa, con conseguente tema da 100 righe...

Spero vi sia piaciuto, ora tocca a voi! Anche se la prova è su strada, non importa: poi tu Alfista hai il vantaggio di avere un amico forse futuro possessore di una Abarth GP, meglio di così! Wink

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Re: In pista con la Passat 2.0 TFSI

Messaggio Da alfista88 il Ven Set 26, 2008 6:20 pm

sisi infatti, tra l'altro lui è uno che beve, quindi siamo sempre in giro con la mia... Se la prende guiderò sempre io, magari la sua! hihi
appena avrò nuove esperienze non preoccuparti che sarete tra i primi a saperlo!
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